La Virtus delle 3p, “Progetto, Pillastrini, Perdere”, ha esalato ieri l’ultimo respiro.Il tanto invocato progetto, buono nelle intenzioni, catastrofico nell’assemblaggio aveva come bandiera proprio il Pilla, colui che, per missione, prendeva giovani e ne faceva giocatori. Peccato però che abbia avvallato e/o subìto, non ci è dato sapere rispettivamente in quali percentuali, un parco giocatori in cui l’unico futuribile fosse quel Crosariol che gli lancio l’asciugamano addosso in una delle prime uscite, col senno di poi,un segno premonitore. Pilla in quel progetto credeva, ma poi gli avevano servito le carte sbagliate per sedersi al tavolo della massima serie A, colpevole di non essersi imposto con il mazziere e non aver fatto sentire la sua voce di allenatore esperto e navigato sì, ma per mari probabilmente più calmi. Pilla che quel progetto l’ha visto sgretolarsi fra le sue mani, finendo per inseguire e raggiungere solo lo slogan estivo, fin con troppo zelo. Al centro di più fuochi, bersaglio di un gruppo di americani, per la metà imposti che non ne ha mai riconosciuto l’autorità (che adesso giocano altrove….), circondato dal malumore del pubblico virtussino, che ha sopportato ben oltre il lecito, disturbato da voci societarie che non avevano mai il fine di proteggere la squadra. Già, proprio le voci, così impalpabili, così eteree, ma sempre sparate mediatiche che non aiutavano chi doveva indirizzare il vascello, trovando spesso ai remi posti vuoti, per decisioni extra sportive, o gente che remava dalla parte opposta alla direzione indicata. Un generale può essere bravo, arguto, intelligente, ma privato dei propri soldati potrà andare incontro solo alla cattiva sorte. L’ennesimo colpo di coda di una stagione nata male, proseguita peggio che si spera non si concluda in tragedia, adesso che le acque, anche quelle più profonde hanno cominciato a muoversi e le alghe della lega2 potrebbero stringere i polpacci del gigante bianconero. A fronte di un ruolino raccapricciante (12 vinte, 32 giocate), chiunque venga issato al posto di comando avrà margini di manovra minimi, dato che i visti sono stati spesi tutti, ma soprattutto è bene che abbia Pieni Poteri (sempre “p”, guarda caso…) per decidere chi merita di giocare e chi di guardare, indipendentemente da firme apposte o meno sulle proposte di prolungamento, senza subire nefaste ingerenze. Passare da una finale scudetto, alla soglia della retrocessione è roba da far tremare i polsi, impresa epica almeno come quella di aver salvato questa derelitta Vnera che vorrebbe chiedere spiegazioni a chi la sta sottoponendo a cotal prova. Pilla sicuramente ha le sue colpe in questa situazione, però il merito di tutta l’operazione “3p” va al presidente Sabatini che ha difeso le proprie scelte fino all’ultimo momento, prendendo coscienza forse troppo tardi che la sua barca, con l’acqua imbarcata fino ad oggi, rischia seriamente di colare a picco. Arriverà il 6° allenatore in 5 anni (Ticchi, Bucci, Consolini, Markowsky, Pillastrini, Pasquali), quel Pasquali che evoca dolci ricordi, al quale facciamo un grosso “in bocca al lupo”, con l’eco sinistro delle recenti parole che Zare ha regalato sulle pagine della rosata: “Sabatini? E’ proprio impossibile convicerci”, detto da uno che ha retto due anni da queste parti, non è poca cosa. Forse sarebbe servito un “pezzo da novanta”, un grosso calibro, un’icona del basket, forse un Dan Peterson o un Roberto Brunamonti, per cercare di rianimare questa povera nostra Virtus. Dopo la fine del progetto, ha inizio il processo, che solo una salvezza, l’unico obiettivamente raggiungibile, può far cadere in prescrizione.
Fabrizio Bonetti