Solo una settimana fa, in casa bianconera, sventolavano portafogli, oggi solo bandiere.
Solo una settimana fa la Vnera cadeva di misura contro una delle grandi deluse di questo campionato, mostrando gambe di gesso e menti in standby, davanti ad un pubblico rumoreggiante per 5 sconfitte nelle ultime 6 partite giocate fino ad allora. Sembra passato un trimestre, perché infilando altre 3 partite nella medesima settimana la Virtus si è prima conquistata l’accesso alle final four di Fiba Cup, contro un’avversaria di livello, poi si è concessa il lusso di violare, dopo un lustro abbondante, il parquet di casa dei cugini. Quella che poteva essere una settimana di vera passione, è diventato un tappeto rosso sul quale passeggiare per farsi orgogliosamente ammirare.
Cosa può giustificare una tale repentina inversione di tendenza? Prendendo a prestito un parere illustre, quello di Coach Calamai, la Virtus non è mai stata in crisi, ha avuto una normale flessione di rendimento, ma ha sempre continuato a macinare il suo gioco, in cui un deficit a rimbalzo e un crollo delle percentuali hanno evidenziato quelli che sono i limiti della squadra. Certo perché limiti ne hanno tutte le compagini e la Nostra non fa differenza, se non che la lunga catena di infortuni ne ha scoperto gli anelli deboli, mascherati dal rendimento inatteso di alcune pietre sgrezzate e rese splendenti da coach Markovski. Tutti oggi a difendere il conterraneo della Sirenetta danese, quando di questa, finora, aveva mostrato lo stesso piglio e carattere; ma una settimana lontano da casa ha restituito un principe più intraprendente e determinato. Se sia effettivamente recuperato sulla via di Damasco saranno i prossimi mesi in cui sarà chiamato a dimostrare che di un americano ha anche il valore, non solo il conto in banca. Ma la vera accoppiata da Snai questa settimana porta i nomi di Giovannoni, sempre più bidimensionale nel suo gioco dentro fuori e Blizzard, uomo ovunque che sembra essere sbocciato dopo anni di onorato mestiere. La difesa a oltranza degli uomini da parte del coach e del patron ha dato loro ragione, sopendo alcune voci del palazzo che chiedevano, anche in modo colorito, di rinforzare l‘organico attuale. Chi è al volante non pare uno sprovveduto e magari sa, ma non può dire, che sia stato fatto un richiamo pesante di preparazione prima della Coppa Italia, dove l’obiettivo era ben figurare, sapendo che si sarebbe pagato lo sforzo, manifestatosi in una mini serie negativa, rischiando anche di sacrificare la competizione continentale. Se così fosse stato, ci si può ora aspettare una ripresa di chi si è trovato svuotato nei muscoli ma anche nelle motivazioni, che una coppa italia più che sfiorata, può far evaporare. Può anche esistere un fattore ambientale, che si fatica a tenere controllato; il cammino arrembante fatto fin qui dalle Vnere ha alimentato il fuoco della passione ed il miraggio della vittoria, elementi che rendono solida una certa pressione sui giocatori, respirabile nel tartarugone di Casalecchio. Potrebbe non essere un caso che le 3 imprese siano state compiute su due campi molto difficili, lontano da casa ed in un desolato Palamalaguti per il ritorno di coppa, quando non si avvertiva il peso della responsabilità e la leggerezza d’animo può avere fatto il resto. Pronostici è difficile farne in questa altalena della palla a spicchi, la Vnera vista contro Roma potrebbe essere sponsorizzata dalla…VidiVincere e faticare a trovare un posto nei playoff, quella in gran spolvero dell’ultima settimana potrebbe dare fastidio a chiunque, quello che, in fondo, chiedono sia quelli che sventolavano portafogli, sia quelli che oggi sventolano bandiere.
Fabrizio Bonetti