Incredibile a Basket City: i conigli volano ! Ebbene sì, i bianconeri di coach Markovsky, detto l’alchimista per le sue pozioni mai scontate, hanno vinto il primo derby dell’era dello scopritore di vecchie glorie canore. Ma ancora più incredibile dell’aver tolto polvere da un vecchio vinile dei Cugini di Campagna, è che quei conigli oggi volano più alti delle aquile. Ma come è possibile ? In una partita che si può definire orribile, in piena sintonia con il la settimana di Halloween, sono rimaste a galla le sole certezze già sbandierate prima del fischio di inizio. La Virtus è più squadra della Fortitudo, non solo perché ruota 12 giocatori, ma perché si sbatte in difesa anche quando, come domenica, ha medie risibile da oltre, ma anche da dentro, l’arco. Basta anche poco per acquisire piccole certezze su cui coltivare refoli di serenità: ecco oggi la Virtus crede nella propria qualità difensiva e riesce a giocare senza pressioni, anche quando la partita sembra prendere sentieri pericolosi. Ognuno dei dodici entra in campo sapendo che potrebbe esserci spazio anche per lui, anche se è uno juniores, anche se la partita sembra di quelle da polsi fermi, ma ormai il Markovsky pensiero, a volte indecifrabile, fa tendenza e sono in molti ad aspettarsi le sue incredibili mosse tattiche. Aggiungiamoci poi che Best è esattamente quell’addizione che l’alchimista aveva pensato per il suo intruglio, ossia una mente pensante e pulsante che fa girare la squadra, anche senza correre, anche senza tirare, ma infondendo calma ai compagni e preziose arance già sbucciate, solo da gustare appoggiandole al vetro. Se Best sarà questo per tutta la stagione chi vi scrive chiederà venia per un giudizio forse affrettato, dubitando non tanto delle qualità, quanto delle motivazioni di un veterano di tale calibro, che può essere il perfetto alter ego di un Di Bella che spezza le partite con la sua fisicità. Ciò che più colpisce di Best è come tiene il campo, quasi stesse recitando un copione già letto, come se sapesse sempre cosa fare perché l’ha già visto e fatto altre mille volte. Giocare al fianco di un tale concentrato di sicurezza non potrà che far crescere anche i suoi compagni di squadra che solo adesso si stanno rendendo conto quanto l’unione possa fare la forza.
Alla serenità della squadra fa da contraltare l’ incontenibile esultanza dei tifosi al fischio finale che hanno sfogato 4 anni abbondanti di sogni dimessi, di gioie sopite, un po’ per necessità, un po’ per scelta, finendo per far sentire il loro calore all’intera squadra.
Oggi questo coniglio volante, che tentarono di fare estinguere, rivelatasi impresa ardua trattandosi di coniglio appunto, sa che dovrà affrontare periodi più difficili di questo in cui sbatte, sempre meno timidamente, le proprie ali dall’alto della di una posizione dominante, sulla quale si contano come mancanti 14 risultati utili a quelle 19 vittorie, traguardo segnato dal matematico alchimista.
Nella tana del coniglio si contano però già gli scalpi dei cucinieri friulani, dei furiosi con a capo Orlando, dei nipotini di nonno Pierlo, dei Bodiroga’s boys, tutto incorniciato in un letto di piume d’aquila. Preparati coniglio bianconero, l’inverno sarà lungo, questa scorta di carote sarà molto utile!
Fabrizio Bonetti