Questa massima,un po' volgarotta, si può applicare alla F di quest'anno.
Si è partiti con proclami,trombe, fanfare, un allenatore che, in accordo(?) con il direttore tecnico, ha fatto la squadra.
Un direttore tecnico, parafulmine della società, impegnata in altre faccende che poco o niente hanno a che fare col basket, che aspetta,aspetta,aspetta alla fine compra quello che gli altri hanno scartato.
Oggi quell'allenatore non c'è più, i giocatori di partenza sono emigrati verso altri lidi, il direttore tecnico prende le distanze e la società...
Già : la società? Sempre in altre faccende affacendata, silente, che fa?
Il nostro pres, padrone o altro, che cosa dice? Che cosa sta facendo per la F?
Acquistare una società sportiva con il seguito affettivo come la F non è sicuramente cosa facile, ma se lo fai DEVI essere presente.
Oggi la F è una società allo sbando sia per i risultati che per il futuro immediato e prossimo.
Una squadra si poggia su una organizzazione dove ognuno sa cosa fare e lo fa. Impegnadosi per farlo bene. Se non ci riesce vuol dire che fa male. E se fa male,vuol dire che sbaglia. Qindi va a casa.
Ora siccome il pesce comncia sempre a puzzare dalla testa, caro pres, il merito di tutto questo va a lei. E' ancora sicuro di voler mantenere questo impegno verso la F,verso i suoi tifosi,verso la città? Non è che si è caricato di un qualcosa dal peso troppo forte per lei?
Capisco che uno debba fare sperienza e rendersi ben conto cosa voglia dire una società sportiva e tutto il mondo che gli ruota intorno.
Oggi la povera, spennata, Aquilotta è ad un passo dalla retrocessione: troppe volte, negli ultimi anni , ha rischiato e, come avevo detto in altri tempi, prima o poi farà BINGO!
La squadra è quello che è, il Signor Pancotto non ha la bacchetta magica e le trasferte decisive da vincere a TUTTI I COSTI sono piuttosto proibitive.
La speranza è l'ultima a morire, ma il tasso tecnico ed agonistico della squadra è modesto e giocarsi fuori casa la salvezza è sempre stato difficile per tutti.
Stamattina, 16 febbraio, ho incontrato il nostro pres alle 10 e 30 circa in piazza Cavour. Ho pensato stesse andando in San Pietro, come stavo facendo io, per onorare il grande Onorevole Giacomino, che aveva una certa simpatia per la F.
L'ho cercato, ma non c'era.
Un'altra occasione persa, pres. L'ennesima.
Massimo Renzullo