Acea Roma - Canadian Solar Bologna 78–82 (27-25, 41-40; 61-61)
ACEA: Marchetti ne, Tonolli ne, Mordente 5, Crosariol, Datome 11, Dedovic 2, Kakiouzis 4, Gordic 13, Maestranzi 3, Tucker 24, Gorrieri ne, Slokar 16. All. Lardo
CANADIAN SOLAR: Koponen 24, Vitali L. 9, Poeta 10, Gigli 14, Sanikidze 4, Gailiuis 3, Canelo ne, Quaglia ne, Lang, Werner, Vitali M. ne, Douglas Roberts 18. All. Finelli.
Arbitri: Mattioli, Duranti, Weidmann. Spettatori: 2300.
ROMA - Rinvigorita dalla propria stagione, squadra lanciata, attorniata da un pubblico più fedele che mai anche qua di sabato sera, la Virtus vince nel migliore dei modi la partita e lascia Roma nuda sul promontorio della paura. Farla scendere dal treno buono sarà ancora lunga e dura, ed anche oggi Gigli ha tirato una salvifica ciambella al PalaTiziano. S’espone volentieri ai corali della sua gente, una squadra con reazioni e giusti sussulti, quasi tetra nella sua spietatezza, contro un’Acea che fa proprio il minimo per non esimersi dalla brutta figura. La classifica lascia lì un gioioso teorico secondo posto, e facce, cuori e gambe paiono pure lontani dall’idea di mollarla, questa incredibile annata. E c’è altro ancora, di vero e intonato. Patito il primo tempo, comunque equilibrato, dal tunnel che lo sottrae alla platea, Koponen rientra per la ripresa che apporterà torture e mattanze altrui. La gara di stasera è pure un altro segnale di quanto CDR si senta ospite più che mai desiderato in casa Virtus, fra i principali artefici della masnada inflitta alla passione della gente romana. Il suo partecipare e defilarsi al momento giusto diventa uno spunto di saggezza, ad evitare micce per incendi peggiori. Roma, stasera, è stato un esame importante per chi ha costruito quasi tutto sotto le volte di Casalecchio: la Vu ha giocato sciolta, seppur contro gente che non aveva pugno per atterrarla, che fatica ad estrarre i colpi, perché perde i palloni più importanti e tarda a imporre il predominio dentro le aree. Fin da subito Gigli come si muove fa male, Koponen (subito 3 falli) ha un magistero d' altri tempi, nel senso che è fra i pochi a saper sempre cosa fare in campo (+4 Bologna, poi +6 Roma prima del thè) e se Tucker e Gordic, raccolgono metà del seminato, di là sbuca sempre un esterno a lucrare su tutti gli assit. Al rientro Roma corre una gara onesta, forse più suggestiva che solida: il meglio della Virtus bianconera sboccia poi nel finale, quando ha spirito, voglia, spinta. Roma regge come può, prova con le triple, poi Finelli usa Koponen e CDR più di tutti e questi danno le inerzie decisive.
Alessio Torri