Bennet Cantù - Canadian Solar Bologna 78–72 (11-19, 33-36; 64-43)
BENNET: Micov 9, Markoishvili 2, Leunen 17, Marconato 4, Mazzarino 7, Diviach ne, Gianella 9, Shermadini 14, Cinciarini, Bolzonella ne, Brunner 8, Basile 8. All. Trinchieri.
CANADIAN SOLAR: Koponen 14, Vitali L., Poeta 8, Gigli 15, Sanikidze 8, Gailiuis 6, Canelo ne, Quaglia ne, Lang 4, Werner ne, Vitali M. ne, Douglas Roberts 15. All. Finelli.
Arbitri: Sahin, Begnis, Barni. Spettatori: 3681.
CANTU’ - Passati in rassegna dalla maratona di gare a cavallo dell’anno nuovo, i bianconeri non avevano troppa benzina per ribadire ribadito oggi, qua a Cucciago, espugnata solo da Siena, il teorema noto: nel piccolo mondo antico dei cesti ci stanno alla grande, ma dopo lo scalpo di Siena era forse esagerato sperare che la Virtus venisse a prendersi pure quello di Cantù. Pur nella prevedibile sconfitta, la Canadian vanta un grande carattere e proprio oggi, stuzzicata da un presunto scontro al vertice, Cantù l'ha sbranata per ribadire queste sue velleità. S’è avventata sulla Virtus e, al di là delle implacabili progressioni di punteggio (anche sotto di 15, massimo sforzo il +15 del 32°), ha srotolato un progetto di demolizione di sontuoso cinismo. Leunen non aveva, di là, un marcatore testuale, e l’ultimo arrivato Brunner, girata già alla boa di metà, ha stampato 8 preziosi punti. Shermadini in area si è ritagliato il resto, colmando momenti in cui Bologna non sbagliava nulla, saldandovi poi una difesa d’esplosivo strapotere fisico. La partita perfetta della Bennet ha incrociato da subito quella molto imperfetta della Canadian, in un viluppo di cause ed effetti strettamente annodato. La pressione della difesa emiliana ha strangolato i poveri conati di un gioco altrui senza capo né coda, letteralmente. A Finelli, quando contava, è mancata regia ed è mancato il centro, perché, terminato Gigli, si sbatteva su muri invalicabili. Da questo sabato brianzolo, se non si rinforza così la seconda piazza, si esce con un bel bilancio alla boa di metà stagione, in attesa di capire chi sarà l’avversaria di Torino. La Canadian avanti sul 7-19 d’avvio, viaggia subito con la coscienza pulita: ha opposto alla Bennet la stessa fisicità organizzata che ne fa da tempo le fortune, pagando solo endemiche carestie offensive. Gigli e i lunghi Virtus sono ormai troppo bravi per partite così, incuranti se la difesa rivale scheggia le abituali medie di tiro (1/10 nelle triple al 18°). Al thè ci arriva però meglio Cantù, con soli 3 punti da recuperare quando erano stati anche 13. Gira l’inerzia, 12-0 canturino, l’ingresso di Brunner, che dona vigore al quell’area colorata fin lì prerogativa Virtus. ll primo vantaggio di Cantù nasce proprio dalle triple di capitan Mazzrino è poi merito di Leunen e Shermadini ma non c’è un gruppo come questo che prescinde dalle pagelle individuali (60-46 al 27°). Invece, alla Canadian, rinsavita col suo 13-0 a -2 a 4’ dalla fine, sarebbe servito qualche altro staffettista oltre l’odierno risveglio di Douglas-Roberts.
Alessio Torri