Benetton Treviso - Canadian Solar Bologna 92–84 (22-28, 50-43; 73-67)
BENETTON: Repesa ne, Cazzolato 4, Smith 20, Zanelli, Bulleri 4, Motiejunas 30, Gentile 3, Ivanov ne, Wojciechowki 9, Brunner 9, Toolson 9, Deguara 4. All. Repesa.
CANADIAN SOLAR: Blizzard 15, Moraschini 6, Winston 13, Martinoni 8, Gailius 7, Werner 11, Gaddefors 4, Parzenski 2, Fabiani 1, Kemp 8, Amoroso 9, Person. All. Lardo.
Arbitri: Terreni, Masi, Ranaudo. Spettatori: 300 circa.
SOLESINO - Giunto quassù a gara iniziata, avrà ragione Sabatini ad essere invaghito di una truppa nuova e giovane. Era alla prima, nemmeno completa ma ci si gasa tanto lo stesso nella palestrina di Solesino, invasa da un inopportuno odore di grigliata, zeppa come un uovo. A sentir i locali mai visto su questi scranni, roba tale, nonostante pacchetti di regia quasi azzerati: Markovic in Turchia con la propria Nazionale, Poeta e Koponen di fianco a Lardo in jeans e polo. Per completare il gruppo Virtus, mancano pure Homan e Sanikidze mentre Daniel Werner debutta, in prova, in attesa di passaporto italiano. Bravino lui: buone cose da lontano, sostanza anche rimbalzo, rinato Blizzard che fa una cosa, la solita, ma alla grande, tardivo invece Kemp, bastonato da Smith e per 25’ senza sbocchi offensivi. Detta meglio, con la testa la Vu c’è forse più della Benetton, più avanti fisicamente, smarrita subito nel momento nell’assalto iniziale. Nemmeno pareva di Lardo la cooperativa a tutto gas che per quasi 20’ ha tenuto in mano il pallino. Poi il calo, inevitabile e il colpo di coda, sempre a uomo. Per completare l’opera non resta che unire i puntini fra oggi e dopodomani, quando arriveranno i due di cui sopra e i sudori saranno più assortiti. Non solo, infatti, la Canadian ha mostrato per un tempo uomini più forti della concorrenza, ma pure un sistema più funzionale, incardinato su un nucleo che almeno provava a giocar insieme. Non a memoria, si dice in questi casi. E a memoria non ha giocato, andando oltre il suo organico zeppo d’assenze o recenti innesti. Con un avvio a razzo, guidata da Amoroso, da corsa e triple (alla faccia delle nuove distanze), la Virtus ha messo subito, fra sé e Treviso quel 13-5 che, che sarebbe stato scalfito in parte dalle triple di Smith. Poi, se la cronaca impone di citare che al 12° Bologna s’era già appollaiata su un comodo +10, ottimamente guidata in regia da Moraschini, c’era la gag di Sabatini che dalla panchina spiega a Poeta e Koponen come non siano poi così indispensabili. Tanti quelli in regia oggi, fino all’esperimento con Winston. All’imbocco dell’intervallo tornava nel rodeo pure il tuttofare (bene) Werner: quelli in bianco sempre famelici, allo spento Kemp in regia s’affianca Gailius, in un’inedita versione, chiudendo ogni varco al balbettante attacco trevigiano e punendone la difesa dagli angoli. Coi canestri in velocità il gruppo Lardo ha così guidato fino al 18° (primo sorpasso Benetton) ma la differenza l’ha poi marcata lo Smith euforizzante. Al rientro per Treviso gol da lontano, difesa di squadra più fisica e, soprattutto, più organizzata: la gara Virtus potrebbe finire qui, sorretta da una preparazione diversa rispetto a chi fra poco dovrà giocare per l’Europa. Ma a quel 67-51 del 25° reagiva finalmente pure Kemp, a cui era fin lì mancata la mano, non certo la condizione: 69-64 a 28°. Su il muro sotto canestro, nessuna palla persa per quasi metà quarto e Kemp da 7 metri a superare (76-78 al 35°). Testa a testa finale, tocca al solito Smith chiudere i conti.
Alessio Torri