Il tempo è scaduto e, come sempre, la Fortitudo in un angolo non lascia indifferente Claudio Sabatini, il qual esterna il suo disappunto: "Sacrati ha fatto danni. Se avesse l'umiltà di dire datemi una mano, le cose si potrebbero salvare". Anche se per la prima volta non si pone come ancora di salvataggio: "A me non interessa acquistarla, una società da gestire basta e avanza, ma che la Fortitudo esista conviene a tutti, e chi la gestirà avrà in mano un patrimonio molto importante.
C'è fermento in radio e il patron rilancia il suo monito: "Credo però che ci sia il dovere di salvare la Fortitudo, anche se so che queste parole non faranno piacere ai miei tifosi. Occorre mettersi al tavolo con 3-4 imprenditori Fortitudini credibili, uno potrebbe essere Tedeschi del Castiglione Murri, e fare in piccolo un'operazione simile a quella che ho fatto con la Virtus a suo tempo. Io sono disposto a mettermi a sedere attorno a un tavolo con persone serie per studiare un piano di rientro. E' inutile negarlo, la Virtus ha bisogno della Fortitudo e il derby è fondamentale, anche se ripeto che i miei tifosi non saranno d'accordo. Stiamo parlando di una società che anche dopo la doppia retrocessione domenica ha incassato 70mila euro. Al momento chi prende la Fortitudo fa un affare". E aggiunge: "Se solo Sacrati avesse accettato la mia proposta in estate le cose sarebbero andate diversamente, ero pronto a dargli 400mila euro per pagare il Credito Sportivo e impedire l'escussione della fidejussione, poi ci sarebbe stato tempo per ridiscutere le condizioni". I tempi sono stretti e, come ricorda il patron, "il primo luglio arriva in fretta, dopo di che al PalaDozza ci sarà la fila dei creditori coi lodi". E poco importa se a suo tempo il patron non dimentica il comportamento diverso che ebbe l'Aquila per la Virtus che lui salvò. "Il tempo è galantuomo. E la ruota gira". Ma questi potrebbero essere gli ultimi rintocchi. Ora o mai più, insomma.
Alessio Torri