Pepsi Caserta - Canadian Solar Bologna 78 – 88 (24-20, 44-45; 61-67)
PEPSI: Cardinale ne, Koszarek 11, Parrillo ne, Di Bella 12, Ere 8, Michelori 13, Zamo ne, Doornekamp, Marquis 5, Hite 16, Martin ne, Jones 13. Allenatore: Sacripanti
CANADIAN: Koponen 12 , Moraschini, Collins 7,Fajardo 8 , Sanikidze 4 , Maggioli 11, Moss 13 , Negri ne, Prato 9, Fontecchio ne, Vukcevic 11 , Hurd 13 . All. Lardo.
Arbitri: Cicoria, Sabetta, Seghetti. Spettatori 4000
AVELLINO - Uomo per ultime giocate, Moss sfoglia altre pagine del suo assortito catalogo e stavolta, alla Paganini, concede il bis. Apre questa Final Eight avellinese mandando la Virtus in semifinale, andando oltre anche ai 3000 casertani sugli spalti. Mai la Juve aveva battuto la Virtus in Coppa Italia, anzi per 2 volte ci aveva perso in finale, ecco allora che spunta di tutto da un romanzone così denso. Di notte, in questa Avellino che scorge la neve sui propri monti, scrivendo col fiato nel collo di un Pala Del Mauro che pare Maggiò, coi trenta coraggiosi Forever confinati dalla parte opposta, a fianco del settore avellinese, non ne esce più che una cronaca. Semmai l’impressione che quaggiù l’entusiasmo di aver ribaltato il pronostico possa offrire tutte le armi per il cammino virtussino di questo lungo week end. Di più, oggi la Canadian ha a lungo giocato meglio e l’ha pure graziata, non dilatando colpevolmente il vantaggio quando di fronte boccheggiavano. Lì, i virtussini hanno avuto il merito di trovare sempre una soluzione, soprattutto da tre, anche roba discretamente disperata: e dire che a lungo, per strade sue, Lardo ha avuto poco da Moss, solitamente fra le sue berte principali. Tutti spunti per il banco di riflessione nel dopopartita. La Pepsi apre i giochi con 3’ di forcing assatanato, ne cava un 10-5 firmato Di Bella, poi però scopre che Collins sa dove andare e in un amen Bologna è in parità. Ma anche Hite fa peccato mortale: 3 erroracci al tiro, e l’ultimo è al pelo. Sacripanti invece gioca sempre con lui che a fine frazione, con una tripla scrive il 24-20. Nessuno lo sa, il cielo è già striato di segni premonitori. Quarto splendido e denso, Bologna ha il 62% al tiro ma troppe perse, Caserta un 10 dell’ex Montegranaro, beneficato anche dai rimbalzi d’attacco di Jones che valgono oro, i lunghi Virtus invece cozzano contro una partita di fisicità esagerata, che anche gli arbitri faticano ad amministrare. Si segna poco, adesso, anzi quasi niente, quando a Bologna dà punti un inatteso Hurd, che sarebbe perfetto se non facesse Totò e Peppino con la prima fila del parterre, poi Vukcevic mette una tripla da freccia (+4 al 17°). Al thè sul - 2, la Juve è a galla con le triple (5), ma il suo 60% da due è tragico. Koponen e Maggioli danzano valzer viennesi in avvio di ripresa, la Pepsi è orrenda, né idee né spirito: segna 6 punti in 7’, finisce sotto di 13, subisce due triple in avvio di ultima frazione. Vola più la Virtus, ma solo sul +16 a 2’ c’è pace. E la semifinale.
Alessio Torri