Canadian Solar Bologna – Angelico Biella 79–66 (21-19, 44-35; 58-50)
VIRTUS: Koponen 15, Baldi Rossi ne, Moraschini, Collins, Fajardo 14, Sanikidze 5, Maggioli 4, Moss 15, Negri ne, Prato 11, Vukcevic 6, Hurd 9. All. Lardo.
ANGELICO: Soragna 7, Quarta ne, Maggiotto ne, Ona Embo 5, Garri 4, Plisnic 8, Chessa ne, Smith 15, Aradori 19, Achara, Diaz 6, Pasco 2. All. Bechi.
Arbitri: Paternicò, Begnis, Ursi. Tiri da due: Vir 17/35 da 2 (11/22 da tre), Bie 12/25 da 2 (9/23 da tre). Tiri Liberi: Vir 12/21, Bie 15/20. Rimb.: Vir 33, Bie 28. Ass.: Vir 16, Bie 14. Spettatori: 7627.
Presi trenta punti in faccia più un suicidio in due trasferte, la Virtus torna a al successo davanti ai soliti 7500 di Casalecchio. Se questa era, forse, la partita più aggredibile, servirà mordere con denti giusti in futuro. La vittoria fa bene, ovvio, in attesa che pure il contorno faccia meglio: Fajardo e Moss sono stati oggi gli ultimi «giapponesi» di una truppa virtussina che in 2 settimane s’era trovata rimpicciolita. Contro questa Biella mai doma, con un Diaz nel motore ancora da inserire, fa partita una Canadian, certo meritevole, ma non più che decente: aggrappata a una difesa che a uomo non fa troppa acqua e a zona induce all’errore altrui, un attacco in cui, oltre alle spalle di Dieguito e lo stesso atletismo di David, non può certo votarsi alle lune di Collins. L’Angelico l’ha tolto dal gioco, lui ha fatto poco per ribellarsi, molto complice se più d’una volta s’è giunti al tiro forzato sulla sirena. Una Virtus comunque capace di andare oltre i propri americani, in grado di trovar gloria dai portatori d’acqua, perchè c’è stato almeno cuore, stasera, evitando un nuovo tracollo, anzi gestendo al meglio un paio di palloni per evitare di giocarsi allo sprint pure questa domenica di febbraio ancora innevata. Il cuore non poteva bastare, ma i lavori in corso sull’assieme restano tali. La Virtus parte 9-3, ma basta un sospiro ed è 18-19. Koponen e Smith non tengono un uno contro uno, una penetrazione, uno sguardo appena audace rivolto verso il loro canestro e finiscono per farsi tanto male a vicenda. Nove minuti e s’azzoppa Hurd, Lardo si mette a zona e almeno così finiscono le coltellate nel burro di Smith. Bechi fa uguale ma la Vu, che gioca a rovescio (Collins e Moss la passano, Prato tira), fra triple e furti in difesa, da lo scrollone (44-33 tripla del rientrante Hurd). E così alla sirena di metà il buon Patricio ha già azzeccato più di un gollazzo (ci vorrebbe Altafini) e le squadre son lontane 9 lunghezze. Secondo tempo, Biella sempre a zona, e con qualcosa di più vivo in attacco, soprattutto di Aradori si accosta pure. In 5’ Bologna sbaglia tiri facili, fa un cesto in tutto, tra Collins e Moss è dura scegliere il peggiore, cosicchè l’Angelico, dopo essere stata -12 sull’uscio dell’ultima pausa, rientra a -3. Non è un baratro, però fa male e, uscita al 35° dal ripassino alla lavagna del time out di Lardo, Bologna in 3’ scava piccole voragini col sempiterno Fajardo, l’unico in grado di pestare l’area altrui senza bruciarsi. Poi succede che il gol partita sia una virata di Moss. Visto anche questo. In attesa di Napoli e Teramo, per oggi basta a avanza.
Alessio Torri
Il commento di Luca Bechi. «Sono uscito dagli spogliatoi dicendo che questa è la squadra giusta. Alla diciassettesima partita abbiamo avuto quello che sarà il roster dall’inizio alla fine, e ho visto una squadra che può guardare avanti con fiducia, credendo in sé stessa. Abbiamo avuto la soddisfazione di entrare nelle prime 8, ma dobbiamo anche essere realisti: dobbiamo innanzitutto vincere la prossima sfida salvezza contro Varese. Siamo riusciti a togliere dalla partita Collins, e abbiamo talvolta costretto la Virtus a tiri al ventiquattresimo secondo».
Il commento di Lino Lardo. «Sono soddisfatto perché a turno tutti si sono applicati.Una delle cose che avevo preparato era di essere aggressivi sui pick and roll. Abbiamo rischiato qualche volta, ma abbiamo lavorato bene con gli uomini lontano dalla palla. Collins? Non ha ancora 30’ nelle gambe: ha fatto la settimana migliore di allenamenti, e significa che lui si sta sentendo meglio. Forzando, ovviamente, ne risente. Tuttavia, durante la partita gli ho detto “Non preoccuparti, che la palla entrerà”. Lui ha risposto: “Non mi interessa segnare, voglio solo che la squadra vinca la partita”. Io, per adesso, devo prendere questa risposta, anche se spero che lui cresca al più presto. Non è un problema, comunque. In generale abbiamo giocato molto bene due quarti di partita, costruendo azioni in cui abbiamo fatto tirare l’uomo smarcato. Mai abbiamo mosso bene la palla come questa sera. Poi c’è stato il ritorno di Biella, ma li abbiamo ricacciati indietro bene. Il quintetto finale, come sempre, era composto da chi aveva giocato meglio fino a quel momento».