“Aiutaci a svuotare il palazzo domenica contro Varese. Tieni a casa un tuo amico o vicino di abbonamento e passaparola….”. Questo è il testo del messaggio che ho ricevuto domenica sera, prima di andare in onda con la trasmissione “Sport club” e, ovviamente, ne ho dato notizia. Ometto di indicare il mittente, che è, comunque, nella mia rubrica, ed è un amico, mi limito a dire che fa parte di un gruppo organizzato di tifosi bianconeri. Vedremo se lo seguiranno o meno, Sabatini, comunque, ha fiutato, e ha già fatto capire che lui è pronto a starsene a casa e pure a cedere la Virtus. Premetto che capisco la delusione dei sostenitori bianconeri, ci sono pure io, come no, ma Claudio è pur sempre l’uomo che ha salvato la società, l’ha riportata in A1, in finale scudetto e in Eurolega: detto ciò ha sbagliato questa stagione, ma non perchè non ha speso, piuttosto perché ha speso, e gestito, male. Metterlo alla gogna mi sembra eccessivo, far capire il dissenso legittimo. Penso al pubblico Fortitudo che ha incrociato Sacrati sulla propria strada e rischia di bissare l’assenza dai playoff: nonostante ciò non ha ricevuto un solo fischio. La squadra continua a essere sostenuta e il Presidente rispettato: a questo punto diviene logico pensare che sia il Sabatini uomo sotto processo, più che il Sabatini dirigente. Oggi stanno arrivando quelli del “io l’avevo detto”, quelli che consideravano il patron bianconero semplicemente un uomo fortunato a cui tutto stava andando bene. Ora sta a lui smentirli, oppure confermare la loro tesi. Ipotesi uno: se ne va. Merita applausi per tutto il bene che ha fatto alla V nera. Ipotesi due: resta e continua a gestire le cose allo stesso modo. La sensazione è che i nodi vengano al pettine, perché le società sportive, per quanto atipiche, restano pur sempre società. Ci vuole un general manager operativo, un allenatore che opera in sinergia, un Presidente pagante e, possibilmente, silente. Ipotesi tre: segue questa linea e offre alla città un immagine “nuova”. Che non vuol dire non più “goliardica”, semplicemente meno “destabilizzante”. E’ possibile che Sabatini, a parole, abbia perennemente confermato tutti i suoi allenatori e poi, mai, e dico mai, confermato uno? Do quindi per scontato che anche Renato Pasquali non sarà confermato e mi diverto a lanciare un nome, folle, forse, lo premetto: “Sugar” Ray Richardson! Nessuno sapeva più dove fosse finito, poi, un giorno, riappare magicamente su una panchina di una squadra CBA, negli States, dove, fino a qualche anno fa non poteva rientrare perché sommerso da cause di ex mogli. Sarà stato bravo il suo avvocato divorzista, ma “Sugar” è riapparso e a pure vinto il titolo del secondo campionato americano! A modo suo: cacciato dopo qualche mese, poi ripreso, in tempo per trionfare. Ricordiamoci che Sabatini è sempre stato un grande estimatore del texano, e qualche anno fa, da tifoso, fece pure comparire uno striscione in suo sostegno alle Final Four di Coppa Italia a Forlì: non mi meraviglierei se si facesse venire in testa la “pazza idea”. Me lo vedo già con il “gessato”, il “farfallino”, il braccialetto d’oro, a salutare il pubblico. Che allenatore sarebbe? Forse improponibile nel nostro campionato. Ma se la squadra la fa, e la gestisce totalmente, Sabatini, con Pasquali allenatore, con un GM relegato al ruolo di interprete, beh allora ridatemi “Sugar”: così, per evitare cali di zucchero….
Jack Bonora