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TALENTI
Di:
Redazione
Inserito il: Tuesday, October 30, 2007 2:14 AM
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La Virtus batte lo Zalgiris Kaunas e va in testa al girone d’Eurolega. Matematico, visto che era la prima partita….Cambierà, ovvio, perché la squadra è costruita per disputare un discreto campionato e non farsi umiliare in Europa, ma vincere è un’altra cosa. Certo abbiamo visto che questa manifestazione non è tutta Cska, Tau e Maccabi, ma anche Milano e altro sul genere. Non c’era Holland, ma la V nera ha vinto ugualmente. E’ un bel segnale, chiaro, ma mi chiedo quanto potrebbe dare questo giocatore se, una volta per tutte, diventasse più gestibile. Ha appena 25 anni e, forse, non si rende conto che con la classe che ha potrebbe guadagnare cifre importantissime in Europa e, perché no, in Nba. Lo apprezzai il primo anno con la maglia di Teramo, impegnato proprio in una partita contro la Virtus. Stavo guardando la partita con Marco Calamai e, entrambi, rimanemmo sorpresi dalle gesta dell’americano. Un’occhiata alla scheda: classe ‘82, mica male… Eravamo certi che lo avremmo rivisto in maglia Boston, Los Angeles, o chissà quale altra; oppure, nella peggiore delle ipotesi, in una super squadra europea. Ci siamo sbagliati: è in Eurolega, ma in una società che lo paga il giusto. Fino ad ora, mi sento di dire, un talento parzialmente sprecato. Mi hanno detto che i miei “viaggi nel tempo” sono graditi e, allora, ecco un paio di talenti sprecati, con relativi aneddoti. Su tutti metto Mordenti, un “68” ai più sconosciuto, che nel 1982 l’Avvocato Porelli pagò un miliardo di lire. Fenomeno assoluto, di Cervia, che al campetto era inarrivabile. Il problema è che era figlio del Mordenti titolare delle discoteche Cotton Club e Kursaal, allora di gran moda. Il sabato andavo a ballare lì e non disdegnavo il “bicchierino”, ma al suo confronto, come a basket, ero un assoluto dilettante: capii subito che con quella vita non poteva fare carriera. Ci vediamo ancora al Pineta, lui viaggia sui 130 ( chili ) ed ha ancora il “bicchierino” tra le mani: al campetto praticamente non si muove ma fa sempre paniere. Peccato perché avrebbe potuto farlo in serie A. Già che sono a Cervia ci rimango, anche perché si sta bene, e passo ad Andrea Dallamora. Il più buon ragazzo del mondo che a 16 anni era immarcabile a livello juniores e stava in panchina in serie A: dieci anni dopo non era più juniores e continuava a stare in panchina in serie A. Il Presidente Gambini rinunciò a 10 miliardi di lire, più Ambrassa, per cederlo, poi, per un buco proprio di 10 miliardi, la società andò nei guai: praticamente aveva in mano la schedina vincente del totocalcio e non l’ha giocata! Difensore, penetratore, atleta, discreto tiratore: “Dalla” aveva tutto. E gli attributi? Quelli li aveva Federico Pieri che gli soffiò il posto e un giorno mi disse: “Avessi metà del talento di Andrea sarei in Nazionale”. Dallamora ogni anno scese di categoria, fino alla serie D, con Fumagalli: Corrado faceva 40 con la pipa in bocca, Andrea 7 sudando. Oggi? Oggi ha 37 anni, è titolare dell’ottimo ristorante “Cantinon” a Cervia. Sono andato a mangiare da lui, divinamente, questa estate e a ricordare le nostre notti a Milano Marittima di 15 anni fa. Potevo pensare che nel 2007 avrebbe servito un assist al pivot della Nazionale, mai una fiorentina a Jack Bonora. Da tifoso di basket, peccato. Da buona forchetta, meglio così…
Jack Bonora
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