homepage jarring calcio mercato, notizie bologna, pallacanestro bologna Bologna F.C. news sport Fortitudo Virtus Ducati Altri sport Insider Community notizie sullo sport Rubriche tutto lo sport a bologna Jarring magazine on line sport basket, calcio, moto gp, giornale sportivo
basket bolognese, bologna calcio, sport a bologna
basket bolognese, bologna calcio, sport a bologna
Ultimi Articoli
  • LA NEVE NON FERMA VIRTUS-OLIMPIA
    Nonostante le condizioni atmosferiche la partita contro Milano si giocherà regolarmente. Si consiglia di partire con largo anticipo per raggiungere in tranquillità il palazzetto.

  • L'UNIPOL ARENA TIENE A PANE E ACQUA PURE IL MIGLIOR ATTACCO
    Canadian Solar Bologna – Sidigas Avellino 76–56 (21-7, 37-21; 59-32)



  • COME SEMPRE E' IL PUBBLICO VIRTUS IL PRIMO D'ITALIA
    In testa alla graduatoria si conferma la Canadian Solar Bologna con una media di 7.700 spettatori

  • FINAL EIGHT DI COPPA ITALIA, ECCO IL PROGRAMMA
    Definita la programmazione televisiva per le prossime Final Eight di Coppa Italia, organizzate da Lega Basket e RCS Sport, in programma al PalaOlimpico di Torino dal 16 al 19 gennaio prossimi. Ecco il programma completo.



  • A TORINO CON I FOREVER BOYS
    I Forever Boys organizzano la trasferta a Torino per la Final Eight di Coppa Italia (16 febbraio). Ecco tutte le info.

  •  

    Ultime foto inserite


    Fortitudo


    Jarring.it


    virtus

    LEONI O QUAGLIONI?
    Di:   Inserito il: Tuesday, October 17, 2006 2:49 AM
    Editoriale

    Non siamo sotto Natale, ma le palle sembrano già essere in cima alla hit parade. Le palle o le pallonate, quelle che Michele Martinelli ha tirato in faccia alla Fortitudo attraverso gli organi di stampa. Uno sfogo sconsiderato, eccessivo, quasi folle, a sentire i rimbalzi di chi vive lo spogliatoio biancoblù, leggi tecnici e giocatori. Un’accusa legittima, secondo l’entourage dirigenziale e quelli che non credevano ai propri occhi vedendo l’orribile Climamio di Capo d’Orlando.
    Martinelli, che viene da Roseto, e Roseto non è Bologna, alla seconda giornata ha già imbracciato i fucili per sparare a zero su tutti, denunciando l’humus d’un ambiente tutt’altro che sereno in casa Fortitudo – le avvisaglie estive avevano già messo in allerta i più attenti – e gettando una lunga ombra sulla partita di giovedì a Biella. Tralasciando i pesanti insulti, che nell’intento della proprietà si suppone vogliano scuotere i giocatori, Martinelli ha vergato a chiare lettere parole di fuoco: tutti sono in discussione, a Biella non è ammessa la sconfitta.
    Finisse male, che succederà giovedì notte? Fra tuoni e fulmini, cadranno teste importanti? Frates, che non ha gradito le smitragliate sulla folla di Martinelli, è un allenatore esperto, ma tutt’altro che accomodante. Dovessero esserci codazzi polemici, e una sconfitta, potrebbero saltare il banco e i commensali, legittimamente offesi da un’uscita a gamba tesa del patron. Buon sangue pare non scorra, ma da qui a prendersi per il bavero, dopo due partite e una sconfitta, è probabilmente troppo.
    A margine, qualcosa va detto. Squadra rivoluzionata, che richiede tempo per trovare equilibri. Gerarchie tutte da scrivere, non solo su carta, e sguardi poco convincenti, hanno mescolato problemi a problemi, ovvero una preparazione che non propone certo – e ci mancherebbe – una Fortitudo al 100% a metà ottobre. I dubbi tecnici c’erano prima e rimangono: i campionati si vincono su mille tavoli e Martinelli questo forse non lo sa, la squadra con la maggior somma di talento non è detto che sia anche la più forte.
    Sicuramente, non è la più gestibile né la più allenabile, e s’è visto. Per i caratteri e le caratteristiche, gioco di parole che unisce animi e qualità sul campo. Difficile trovare una quadratura, specialmente se l’architetto – di nome e di fatto – è stata l’ultima firma del mercato, se il tuo miglior talento sta in campo come fosse a una sfilata, se tanti (tutti) vogliono la palla per tirare. Da qui a fare schifo, come ha vagamente fatto intendere Martinelli, ce ne corre, e si fosse fermato al «fighette», il dardo sarebbe anche stato accettabile.
    Il turpiloquio, però, ha fatto tremare i muri. Che voglia fare il patron è dura da decifrare, oggi ci sarà finalmente un colloquio, tardivo se chi va in campo deve leggere certi sfoghi in primis sui giornali. L’impressione è che Martinelli sia un leone ruggente, ma la guida ruspante da autoscontri, che a Roseto poteva permettersi, a Bologna è follia. Si rischia di deragliare ancor prima di partire, non c’è margine per stravolgere dieci volte i piani, né per fucilare tutti. Per star qui, bene, la lezione va compresa subito.

    Daniele Labanti


    Average Rating: