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    RIMOZIONE SICURA DELL'HARDWARE (MAGARI)
    Di:   Inserito il: Thursday, September 27, 2007 1:35 AM
    Il crollo della qualità della vita a Bologna, paurosamente accentuato dall’attuale governo-salma della città, è esemplificato da due assessorati in particolare. Maurizio Zamboni, responsabile della (im)mobilità, è riuscito a far deflagrare quelli che prima erano semplici disagi. Ora sono emergenze. Il traffico, i parcheggi, le soluzioni per i trasporti pubblici, la sicurezza nelle strade. Nessun assessore prima d’ora era stato giudicato così inetto dalla cittadinanza, preso di mira da tutti, destra e sinistra, cittadini e commercianti, poveri e ricchi, tutti in piazza contro di lui. Sta vessando la città con i parcometri, ma non riesce a distinguere una zona che necessita di posti per i residenti, da una che necessita parcheggi a pagamento, da un’altra che richiede maggiori spazi per la sosta libera. Congestiona il traffico, spinge all’utilizzo di mezzi pubblici che non ci sono (nella migliore delle ipotesi) o sono veicoli di criminalità (nella peggiore). E’ responsabile di una regolazione semaforica che crea ingorghi, invece di snellirli. Asfalta le strade storiche della città, senza rendersi conto che a distruggerle sono proprio quei cassoni arancioni che manda in giro. Spinge per la creazione del Civis, togliendo posti auto al quartiere Porto, dove già è difficile posteggiare. Addirittura aveva pensato alla riapertura del canale del Reno… S’inventa i muretti in mezzo alle carreggiate (l’ultima trovata è in costruzione ora, a porta Santo Stefano). Ci vessa, ci fa perdere ore in strada, ci fa incazzare a colpi di pugni sul volante. Ci spia con le sue telecamerine, le strade sono ormai un Grande Fratello in cui Zamboni guarda e chissà, forse sorride delle nostre incazzature. Non si può transitare più, ormai. Le strade sono di Zamboni. I semafori sono di Zamboni. Le corsie sono di Zamboni. Gli ingorghi sono di Zamboni. Gli incidenti – quelli sì – sono di Zamboni. Bisogna utilizzare gli autobus di Zamboni. Pagare le tariffe di Zamboni. Cercare parcheggio un’ora – zona Mazzini, provare per credere – perché sono tutti posti riservati ai residenti. Ma sono vuoti. Vuoti! Nemmeno pagando, puoi sostare. E ora s’è inventato pure i cartelli fissi per lavare le strade. Ti portano via la macchina, devi pagare il carro attrezzi e la multa. E il cartello è pure irregolare, secondo il codice della strada. Il Miles, in occasione di Bologna-Brescia, ha fatto l’esperimento: quartiere Mazzini-Stadio Dall’Ara, tempo di percorrenza 55 minuti. Di code, file, semafori, ingorghi, inquinamento. E il geniale posto di blocco dei vigili urbani fra via della Barca e gli incroci con via Nenni e via Saragat: i vigili, da un lato, fermano il traffico per controllare – con estrema minuzia, generando un’interminabile processione – gli accessi alla zona stadio. Dall’altro, nulla. I semafori diventano rossi, poi verdi, poi rossi. Passa un’auto alla volta, in un intricato groviglio al centro e non c’è un’anima che diriga il traffico. Demenziale. S’aggiunga, all’ora di macchina, l’ora aggiuntiva – di fila, ovviamente – per acquistare un biglietto ed entrare allo stadio, tornello permettendo. La voglia passa in fretta, in questa città, per fare qualsiasi cosa. Quando Zamboni vorrà rimuovere se stesso – un carro attrezzi si trova sempre – sarà già troppo tardi. E la signora Anna Patullo, assessore allo sport? La stiamo ancora aspettando. Il Miles ha letto con piacere, a luglio, l’iniziativa per un tavolo comune sull’impiantistica. Ma non (solo) quella da vagonate di milioni d’investimento che si litigano i nobili Cazzola, Sabatini e Sacrati. No, quella per i giovani, gli appassionati, gli amatori, che lo sport lo fanno per muoversi, tenersi in forma, passare una serata o una mattinata con amici, divertendosi. Per i bambini, che con lo sport possono crescere. E hanno bisogno di campi, palestre, strutture, possibilmente sicure, adeguate, con le docce calde, con le attrezzature. E magari d’un paio d’ore di tempo almeno, non di un’oretta stiracchiata perché ogni palestra deve soddisfare centinaia e centinaia di persone, società e semplici appassionati. Assessore Patullo, lei, in qualche modo, viene dalla scuola. Il Miles la supplica, si faccia viva, esponga un programma, annunci delle novità, si faccia promotrice di idee per i giovani. Non pianga miseria. Ci rendiamo conto che è un momento difficile, se il suo partito dovesse uscire dalla Giunta lei resterebbe a piedi. Non sprechi queste ultime ore. Quei “giovanotti” da cui lei “non prende lezioni di politica”, sono solo alcuni dei giovanotti di questa città. Non si curi di loro, per una volta, e pensi a quelli che hanno bisogno di campi, palestre, incentivi – sì, incentivi e d’ogni tipo – per fare sport. E crescere. Grazie.