Con un tempo da lupi su Bologna, più vicino al grigiume autunnale che al celestiale sole d’agosto, la Effe ed il suo popolo si interroga ancora su quale sarà il proprio destino. Ferragosto sarà il giro di boa per iniziare a tracciare un nuovo solco, quello che con ogni probabilità porterà la Pallacanestro Budrio di Romagnoli e Piazzi (quest’ultimo il Presidente del club gialloblù) a vestire i panni del salvatore della patria, indossando l’Aquila della S.G. Fortitudo con buona pace di tutti, o quasi. Un’acclamazione vera e propria a benedire questo connubio non ci sarà, perché la Fossa dei Leoni non abbraccerà questo progetto di rinascita o ripartenza, così come non seguirà la “103” finchè Sacrati starà lì sullo scranno più alto. Un anno sabbatico e la loro speranza, con l’idea in testa di ripartire con una Società vergine, non contaminata da altri loghi o altri lodi, con una wild card da chiedere al momento giusto al palazzo del potere di via Vitorchiano 113. La cosa assurda, se è concesso, è il rischio di avere non una, non due, ma tre realtà effe-scudate. E dal nulla di una Prima Divisione al troppo di questa balzana ipotesi, ci potrebbe invece essere il buon senso che dovrebbe accumunare un po’ tutti in questo momento.
A breve se ne saprà di più, magari anche di questo fantomatico personaggio pronto a rilevare il debito della “103”(!) e a ripartire senza Sacrati in sella. Domanda: Perché solo ora e non quando c’era ancora in ballo l’iscrizione alla Legadue? Che dietro ci sia un “giulivo” progetto di destabilizzazione della tifoseria, non è poi da considerarsi aria fritta. Troppi gli interessi dietro la Fortitudo intesa come il proprio popolo, una realtà che in soldoni può valere una milionata all’anno tra abbonamenti e merchandising, roba fina in questi tempi di magra, dove i 4000 aficionados della passata stagione sono stati il dato più rilevante in tutta l’Italia a spicchi, serie A compresa.
Cosa e chi seguire sarà una scelta libera per chiunque abbia dentro il cuore o sulla pelle l’Aquila scudata. La speranza è che non nascano fazioni o frizioni tra i tifosi biancoblù, una sorta di guerra a chi è più o meno tifoso, che altro non farebbe che uccidere lo Spirito Fortitudo e il proprio popolo.
Gianfranco Lelli