Inizia il tour de force della Fortitudo e la gara a Trento darà già un primo verdetto su quello che potrà fare da qui in fondo la banda di Finelli. Una gara difficile contro una compagine che lotta per un posto al sole, e proprio per questo Alex Finelli mette in guardia la sua truppa. «Per noi è una partita importantissima e delicata. Dopo un paio di viaggi contro squadre che non stanno lottando per i playoff ritroviamo una trasferta contro una squadra di primo livello, così come fu la gara a Treviglio. Questo match è il preludio di tre gare sullo stesso livello e queste tre trasferte, unitamente alla gara interna con Forlì, saranno un test importante per verificarci e definire la nostra Classifica. Incontriamo una squadra ben allenata da Vincenzo Esposito, che ci impressionò come intensità e qualità dei giocatori nel match al Paladozza, dove ci trovammo anche sul -14 nel secondo quarto, e nella quale prendemmo 16 rimbalzi in meno. Domani troveremo una squadra agguerrita, come sempre capita quando arriviamo noi, ma al tempo stesso con un bel mix di veterani e giovani che giocano una bella pallacanestro. In particolare dovremo essere attenti al lavoro a rimbalzo e nell’1c1 dentro l’area, perche sia Barbieri che Faccenda sono pericolosi in area. Poi dovremo tenere le penetrazioni di Becerra, Ferri e Gentile quest’ultimo cresciutissimo in questa stagione perché ha avuto responsabilità sul campo. Ai miei giocatori chiedo di andare in campo con lo spirito di Treviglio, consapevoli che ci vorrà un’impresa, quindi sarà necessario un bel livello di concentrazione, consapevoli che ci vorrà la migliore Fortitudo per prendere i 2 punti».
Come sta la squadra? «Cittadini è rientrato nel gruppo giovedì. Non ha ancora recuperato al 100% ma giocherà regolarmente».
E la testa? «Si sta parlando troppo di questi aspetti extra-tecnici e io, compreso tutti i tifosi, in prossimità di questo importante momento del Campionato vorrei solo parlare di pallacanestro giocata e commentare solo questa partita, perché inizia un ciclo particolarmente importante per noi e mi sembra opportuno concentrarci solo su questi aspetti».
Jesolo può aver aiutato la crescita dei giocatori? «Non credo che la partita con Jesolo sposti qualcosa nella loro testa. Un giovane prende fiducia se gioca una partita di alto livello contro squadre di alto livello. Magari un bell’impatto a Trento può far prendere fiducia».
E’ una Fortitudo più presente in attacco? «E’ un processo di crescita della squadra. I progressi fatti nei mesi di ottobre e novembre erano stati rivisti con l’infortunio di Cittadini. Rientrato lui il gioco s’è consolidato a livello di automatismi e gli aspetti su cui abbiamo posto l’attenzione sono stati il migliorare lo sviluppo del contropiede primario, ovvero la capacità di correre in 5 sfruttando i rimbalzi e i recuperi, e il secondo aspetto il miglioramento del gioco contro la difesa schierata grazie ad un coinvolgimento di tutti e 5 giocatori in campo, i quali si sentono ugualmente importanti e che al tempo stesso coltivano la possibilità di passarsi la palla. Per fare questo passo è stato importante il rientro di Cittadini che ha dato maggior pericolosità a rimbalzo e nel gioco d’attacco. Nel periodo in cui non c’era lui, però, abbiamo scoperto un’importante risorsa nel gioco vicino a canestro con Gigena. Tutte piccole cose che hanno contribuito nel miglioramento generale del nostro gioco».
Gianfranco Lelli