Gira-Fortitudo ha il sapore del tempo che fu. Emozioni nel derby d’andata e, senza ombra di dubbio, lo sarà anche domani sera. La cornice sarà un pelo diversa perché questa volta i colori predominanti saranno l’arancio ed il nero, mentre il palcoscenico sarà lo stesso di qualche mese fa, ma la Fortitudo sarà vestita da trasferta. Non una novità per l’Aquila che agli albori degli anni ’90 giocava gli ultimi derby contro la Virtus da ospite in casa propria. Una novità quest’anno, ma una scelta che pare dare ragione alla Società del Presidente Di Giansante. Un aspetto che ha voluto toccare anche Alex Finelli nel presentare una partita dai tanti contenuti e che in palio non mette solo due punti che se ne dica. «Sono portatori di importanti valori e da sempre hanno avuto questo tipo di atteggiamento, ma allo stesso tempo hanno scelto di giocare questo derby al Paladozza, situazione rara nei campionati professionistici, dando un vantaggio a noi. Tuttavia la squadra sarà “arrabbiata” per non giocare in casa questa partita e a maggior ragione sono temibili per la grande energia che butteranno sul parquet. Ozzano sta dispunado una grande stagione e secondo me ci sono tre caratteristiche che contraddistinguono la loro stagione. La prima è lo stile di gioco disegnato da coach Salieri, ad hoc per un gruppo giovane che ricorda il college basket americano fatto di intensità, altruismo e raddoppi. La seconda è che sono una squadra che gioca di squadra nel vero senso della parola. La loro fiducia è cresciuta e si passano la palla con grande altruismo. Infine la scelta dei giocatori, e qui bisogna plaudire la scelta della Società perché sono stati presi giocatori giovani ma con qualità e Ozzano è una realtà modello perché dedica tempo al reclutamento dei giocatori e sono convinto che un ragazzo giovane come Casella sia stato seguito da tempo. Questo testimonia la capacità del club. Per quel che ci riguarda le nostre sono tutte partite importanti da qui alla fine e dovremo impattare il loro grande agonismo per 40’ con un occhio particolare a Prandin, Ranuzzi e Perego che, anche se giovanissimi, sono i leader emotivi della squadra».
Una test importante per il Gira che proprio contro Fortitudo e Forlì non ha mai vinto. «Non credo che sia una statistica significativa ma solo il fatto che loro hanno una sconfitta in più di noi. Questo descrive il grandissimo equilibrio tra le due squadre. Piuttosto bisogna segnalare la crescita che ha avuto Ozzano e lo stesso Rosignoli oggi in un’intervista sottolinea il fatto che la loro fiducia è cresciuta col consolidamento dei risultati».
Vale di più il match di domani? «Da qui alla fine sono tutte importanti perché vincere domani può non bastare se poi si fanno scivoloni successivi. Noi dobbiamo pensare a vincere ogni partita e non vedo tante differenze. Vedo sicuramente partite più difficili di altre, ma i punti in classifica sono sempre due».
Un ricordo ad Andrea Blasi. «Non solo lui, ma anche Marco Marchetti, giocatori che in momenti diversi ho avuto la possibilità di allenare. Erano ragazzi fantastici al di là delle qualità di giocatore ed erano caratterialmente fantastichi. Entrambi si assomigliavano molto ed entrambi con un fortissimo senso di squadra e con un carattere aperto e socievole sempre pronti a sdrammatizzare. E pur con carriere diverse e in periodi diversi avevano questi importanti aspetti caratteriali che li rendevano apprezzati da tutti».
Le Finali di Coppa Italia si giocheranno su un campo neutro. «E’ una decisione al di fuori del mio controllo. Sarà un torneo che può essere utile per testare alcune situazioni tecniche prima dei playoff. Mentre le F8 danno l’accesso ad una coppa europea, quindi vincere ha un significato anche importante per il club, la nostra è la conclusione di un bellissimo torneo nato nel precampionato per fare giocare le squadre. La vedo potenzialmente come due belle amichevoli di qualità».
Gianfranco Lelli