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    ORGOGLIO BOLOGNA CONTRO IL SOLITO VECCHIO CALCIO ITALIANO
    Di:   Inserito il: Monday, December 12, 2011 8:36 AM
    Bologna F.C.

    Bologna-Milan 2-2
    BOLOGNA (4-3-2-1)
    Gillet; Crespo, Portanova, Raggi, Morleo; Casarini (1'st Perez), Mudingayi, Kone; Ramirez (31'st Taider), Diamanti (38'st Cherubin); Di Vaio
    A disp: Agliardi, Loria, Vantaggiato, Acquafresca
    All: Pioli

    MILAN (4-3-1-2)
    Amelia; Abate, Thiago Silva, Yepes (17'st Bonera), Antonini; Aquilani, Van Bommel Seedorf (21'st Emanuelson); Boateng; Pato (32'st Robinho), Ibrahimovic
    A disp: Roma, Mexes, Ambrosini, El Shaarawy
    All: Allegri

    Arbitro: Rocchi di Firenze

    Marcatori: 11'pt Di Vaio (Bo), 16'pt Seedorf (Mi), 26'st Ibrahimovic rig., 27'st Diamanti (Bo)
    Ammoniti: 25'pt Ramirez (Bo), 30'pt Aquilani (Mi), 45'pt Kone (Bo), 8'st Yepes (Bo), 13'st Diamanti (Bo), 30'st Perez (Bo), 45'st Antonini (Mi)
    Recuperi: 2' nel primo tempo, 5' nel secondo
    Dopo le buone prove di Cagliari e in coppa contro la Juventus, il Bologna attende al Dall’Ara il Milan, la squadra indiscutibilmente più in forma della serie A insieme all’Udinese. Pioli decide ancora una volta per l’assetto con una unica punta insieme ai due trequartisti, confermando che forse la quadratura del cerchio è vicina ad essere trovata. Ritornano titolari Diamanti e Ramirez alle spalle di Di Vaio, mentre a centrocampo rientra dalla squalifica Kone affiancato da Casarini con Mudingayi a fare da diga. In difesa le novità più importanti: a fianco di Portanova viene confermato Raggi, dopo la buonissima prestazione fornita dall’ex bari contro i simpatici ex amici di Moggi mentre a destra fa il suo esordio stagionale Crespo, quell’oggetto misterioso che è passato dal dimenticatoio alla sua seconda partita da titolare in tre giorni. Il Dall’ara, come al solito quando arrivano le strisciate, è pieno di turisti del calcio armati di macchina fotografica e di scarpetta d’ordinanza, ma è decisamente buona anche la presenza di cuori rossoblù.
    Pronti – via e Ibrahimovic spaventa il Dall’Ara, con una punizione bomba che si stampa sulla traversa a Gillet battuto. Il Bologna però dà subito l’impressione di non sentirsi vittima sacrificale e riparte ribattendo colpo su colpo al possesso di palla milanista. Di Vaio sembra in palla e pressa con continuità la retroguardia milanista e all’11’ sblocca il risultato: splendido lancio di Diamanti, scatto sul filo del fuorigioco bruciando Thiago Silva e lungo lob da fuori area che scavalca l’uscita a valanga di Amelia e va a infilarsi in porta. Dall’Ara in tripudio per il terzo gol consecutivo del capitano ritrovato. Il vantaggio però dura solo 5 minuti a causa di Seedorf che con un tiro da fuori area centra l’incrocio alla sinistra di Gillet, confermando che il Bologna è la sua vittima preferita (già sei gol in carriera ai rossoblù per l’olandese).
    Il Bologna però non accusa il colpo e ricomincia a giocare come se nulla fosse successo. Nel frattempo Ramirez si sveglia dal torpore iniziale e arretra un po’ il suo raggio di azione lasciando a Diamanti tutto lo spazio necessario nella trequarti. Proprio il talento uruguagio sfodera una delle più belle azioni della gara, partendo dal limite dell’area difensiva e facendosi tutto il campo palla al piede con i milanisti che non riescono a fermarlo; per rendere l’azione perfetta manca solo la conclusione che è un fiacco passaggio ad Amelia mentre Diamanti si era ottimamente liberato per ricevere il pallone.
    Nel frattempo i tifosi del Bologna, che da questo punto di vista ne hanno viste tante, cominciano a sentire l’odore di bruciato che scaturisce dalle decisioni di Rocchi: falli a centrocampo ribaltati, cartellini che fioccano per i Bolognesi e che latitano per i milanisti… la direzione di gara comincia ad assumere contorni sempre più netti. Ed infatti, dopo un tiro di Di Vaio fuori di nulla servito in seguito ad una bella combinazione con Diamanti, arriva il primo episodio sconcertante della gara: punizione di Diamanti dal limite, Seedorf con un perfetto bagher degno di Eleonora Lo Bianco respinge il pallone. Proteste di tutti i giocatori del Bologna, di tutta la panchina e di tutto lo stadio. Ma ovviamente né rocchi né i suoi collaboratori hanno visto nulla. Su questo regalo dell’arbitro ad una squadra che effettivamente è un po’ scarsa ed ha bisogno di qualche aiuto si chiude la prima frazione di gioco, con un misto fra soddisfazione per la prova dei rossoblù e lo sconcerto per il rigore negato.
    Nel secondo tempo il Bologna si ripresenta in campo con Perez per Casarini e l’inerzia della partita non cambia: il Milan fa possesso di palla grazie alle sue sconfinate qualità tecniche mentre il Bologna pressa a tutto campo e riparte grazie alle mezze punte e agli strappi di Kone. Circa al quarto d’ora del secondo tempo Ramirez, servito in profondità, beffa la linea difensiva milanista e si invola verso Amelia palla al piede. Yepes lo insegue e lo tocca da dietro sbilanciandolo e facendolo cadere. Naturalmente per Rocchi non è fallo, ed è talmente evidente che Yepes non tocca Ramirez che il colombiano è addirittura costretto ad uscire in seguito al contatto.
    Al 25’ poi, il furto con scasso si completa: azione in profondità del Milan, Pato è in fuorigioco di due metri ma l’azione non viene fermata nonostante Ibrahimovic cerchi di servirlo con Raggi che rimpalla la sfera, lo svedese riconquista il pallone e Raggi, nel tentativo di rinviare la palla, sfiora la caviglia dell’ex Barcellona che stramazza al suolo. Rigore immediatamente assegnato e trasformato dallo stesso ariete di Allegri. Oggi però il Bologna ha deciso di non regalare nulla ad un avversario che assolutamente non merita di vincere e sulla ripresa del gioco Diamanti, in percussione centrale, lascia partire un destro che un goffo tentativo di Amelia non riesce ad allontanare dallo specchio ed il Bologna impatta sul 2-2.
    Il Bologna ha ancora birra in corpo e vuole vincere la partita, Kone diventa sempre più imprendibile per il centrocampo del Milan e la squadra oggi ottimamente guidata da Pioli ha ancora due occasioni di segnare, in particolare al 90’ è Di Vaio che si vede respingere una conclusione da Bonera che, con un intervento alla disperata, salva letteralmente la sua squadra da una sconfitta che sarebbe stata sacrosanta.
    Il Bologna da questa partita guadagna tanto, tantissimo. Non solo un punto in classifica del tutto insperato, ma guadagna la convinzione e il morale di potersela giocare con tutti visto che in tre giorni, nei 90’, ha imposto il pari sia alla Juventus che al Milan. Inoltre appare sempre più evidente come Pioli piano piano stia trovando la quadra del cerchio, mostrata per pochi sprazzi di partita col Siena e col Cagliari ma più evidente negli ultimi due match. Certo, il Bologna ha ancora l’enorme limite di non riuscire a produrre gioco se non attaccato, se gli avversari non lasciano spazio dietro dando la possibilità ai rossoblù di agire di rimessa. Però l’atavica incapacità di creare col passaggio i presupposti per la rete pare un po’ ovviata dalla presenza dei due trequartisti per cui, al momento, questo modulo appare il più proficuo anche se, purtroppo, a scapito di Acquafresca.
    Adesso il Bologna è atteso da due partite molto importanti, che possono stabilire quale sarà il futuro del campionato del Bologna e soprattutto possono impostare il mercato di gennaio. Prima ci sarà il Genoa dell’ex Malesani, poi la Roma del discusso Luis Enrique. Entrambe sono due squadre sicuramente più forti del Bologna, ma due squadre che ti fanno giocare perché giocano a loro volta, ti attaccano quindi lasciano spazio e possibilità di ripartire. Se il livello di prestazione sarà come quello odierno sicuramente ci sarà da divertirsi, al contrario il campionato già duro potrebbe trasformarsi in un vero e proprio calvario.
    Fabrizio Puviani