Bologna-Lazio 2-3 (2-1)
Bologna: Viviano 5; Raggi 5.5, Portanova 6, Santos 6, Lanna 5.5; Buscè 5, Guana 6 (dal 70’ Casarini 5), Mudingayi 6, Modesto 5 (dal 74’ Gimenez sv); Adailton 5; Di Vaio 5 (dall’82’ Succi sv). A disp.: Colombo, Zenoni, Bassoli, Mutarelli. All. Colomba 4.
Lazio: Muslera 6; Dias 6, Stendardo 6,5, Radu 6; Biava 4 (dal 37’ Rocchi 7, dall’89’ Firmani sv), Brocchi 6, Ledesma 6, Kolarov 6; Mauri 7,5; Zarate 6,5, Floccari 6 (dal 78’ Cruz sv). A disp.: Berni, Diakité, Baronio, Del Nero. All. Reja 6.
Arbitro: Rosetti di Torino 4,5.
Marcatori: 12’ Guana, 16’ Portanova, 44’ Mauri, 64’ Dias, 68’ Rocchi.
Note – Ammoniti Zarate, Dias e Kolarov. Recupero: 3’ + 4’.
Un disastro. Non c’è altro termine per definire questo Bologna-Lazio da più parti tacciato di biscotto e che si è risolto con una sconfitta clamorosa per i rossoblù, in vantaggio 2-0 nei primi quindici minuti e poi sparito dal campo e rimontato dalla Lazio che ha messo le mani su mezza salvezza. E pensare che la gara si era messa benone: al 12’ primo gol in rossoblù di Guana che aveva ricevuto palla da Modesto (dopo un errore di Biava al termine di un’azione corale viziata da un fuorigioco in partenza di Buscè) e aveva sparato nel sette e quattro minuti dopo capocciata vincente sul primo palo di Portanova che da tifoso laziale non esulta al gol del 2-0, nonostante l’importanza della rete segnata. Lazio in banana totale che si fa vedere solo con un tiraccio dalla distanza di Ledesma mentre il Bologna sfiora il tris con Di Vaio, destro alto da fuori area, e con l’esordiente Rafael Santos, buttato nella mischia per il ko nel riscaldamento di Zalayeta, con una bella torsione di testa. Al 37’ Reja capisce che le cose non vanno e toglie l’inguardabile Biava (a sua discolpa: non è un terzino destro, men che meno un esterno di centrocampo) per inserire Rocchi: Zarate colpisce il palo esterno, la Lazio spinge e al 44’ accorcia con Mauri, che a centro area stoppa un assist di Kolarov e indisturbato spara nel sette alla sinistra di Viviano. Al fautori della teoria del biscotto i venti minuti successivi, al neutro dell’intervallo, sembrano una conferma: Mudingayi che esita da fuori area con Muslera a terra, la Lazio che spinge forte in avvio di ripresa, con Viviano che salva su Zarate e su un paio di cross deviati, ancora Mudingayi che dal limite laziale indugia troppo e colpisce male e poi il clamoroso col del 2-2 laziale. Zarate di testa manda il pallone sulla traversa, Viviano esce malissimo cercando di prendere il rimpallo e viene anticipato da Stendardo, Raggi sulla linea spazza anticipando Floccari (in fuorigioco attivo) e palla contro Andre Dias che firma il suo primo gol in italiano. Un pateracchio che lì per lì ha fatto pensare a tutti ai discorsi che c’erano stati in settimana, se non fosse che cinque minuti dopo Zarate va via sulla destra, palla a centro area, tacco di Brocchi e Rocchi con un tiro sporco batte Viviano per il 3-2. Entrano Casarini per Guana (molto probabilmente stirato) e Gimenez, con venti minuti buoni di ritardo, per Modesto, ma il Bologna combina poco anche perché Adailton e Di Vaio non incidono. L’unico brivido Muslera lo corre quando Buscè stoppa alla grande in area una punizione di Adailton, ma poi calcia incredibilmente alto col sinistro. Entra anche Succi per Di Vaio, ma la Lazio ha almeno quattro contropiedi che getta alle ortiche per il 4-2 e il Bologna chiude tra i fischi, strameritati.
Alessandro Mossini