La serie finale dell’Italian Baseball League si sposta a San Marino sul risultato di perfetta parità 1 a 1, infatti verranno giocate sul Titano gara 3, 4 e 5. Le due partite precedenti hanno dimostrato un grande equilibrio tra le due finaliste Fortitudo UGF Banca Bologna e T&A San Marino. Nella prima partita del trittico sanmarinese si affrontano i lanciatori italiani Betto per la Fortitudo e Martignoni per il San Marino. In vantaggio gli ospiti al terzo inning grazie a due fuoricampo da un punto dei soliti Austin e Garabito (0-2). Allunga la Fortitudo alla sesta ripresa (sul monte di lancio di casa c’è ora Lucena): doppio di Pantaleoni, base per ball a Infante e singolo di Liverziani a destra che spinge a casa base Pantaleoni (0-3). Nel corso dello stesso inning accorcia le distanze la T&A: doppio di Saef La Fera e singolo di Duran che spinge a casa La Fera (1-3). I biancoblu capiscono che è necessario reagire e lo fanno all’ottava ripresa quando a lanciare per i padroni di casa c’è Orta al posto di Lucena: colpito Landuzzi, su battuta di Pantaleoni, eliminato in prima, Landuzzi raggiunge la seconda base, singolo di Garabito che raggiunge la seconda su errore della difesa e spinge Landuzzi in terza base, base per ball intenzionale ad Infante e con situazione di basi piene lo stesso Landuzzi segna su volata di sacrificio per il 4 a 1 ospite. I Titani cercano di recuperare nel corso della stessa ripresa: Albanese raggiunge la prima su errore del seconda base bolognese Joseph Mazzuca, Nanni stavolta sale sul monte per il cambio di Betto con Matteo D’Angelo recuperato apposta per le finali scudetto, tuttavia D’Angelo subisce subito un fuoricampo da due punti di La Fera ma poi non concede più nulla con il contributo di Fabio Milano nell’ultima ripresa. Punteggio: San Marino 3 Fortitudo 4; valide: San Marino 6 Fortitudo 14; errori: San Marino 1 Fortitudo 2; lanciatore vincente Fabio Betto perdente Martignoni.
La T&A subisce la botta psicologica della sconfitta casalinga di gara tre e si vede in gara quattro. Si affrontano i lanciatori stranieri Matos per la Fortitudo e Estrada per il San Marino. Subito in vantaggio gli ospiti al primo inning: singolo di Infante, singolo di Austin che avanza in terza su errore di lancio dell’esterno sinistro titano Vasquez e sull’azione segna Infante (0-1). Allunga le distanze la Fortitudo nel corso dell’inning successivo: base per ball a Mazzuca, singolo di Frignani a destra che spinge Mazzuca in terza, bunt di Landuzzi che coglie di sorpresa la difesa di San Marino e permette allo stesso Bidi di arrivare in prima e a Frignani in seconda base, doppio di Pantaleoni a destra che spinge a punto Frignani e Mazzuca e spinge in terza Landuzzi (0-3), sulla battuta di Garabito, eliminato al volo dall’esterno destro Jansen, volata di sacrificio di Landuzzi che porta a casa il quarto punto della Fortitudo. Timida reazione dei padroni di casa nel corso dello stesso inning con un fuoricampo a destra da un punto di Rovinelli (1-4). Torna in partita San Marino al terzo inning: singolo di La Fera a sinistra, doppio di Duran che spinge La Fera in terza base, su battuta di Vasquez, eliminata al volo dall’esterno centro Garabito, volata di sacrificio sia di Duran, che raggiunge la terza, che di La Fera che segna (2-4), singolo di De Biase che spinge a casa Duran (3-4). Allunga di nuovo la compagine biancoblu nel corso della ripresa successiva: base per ball a Garabito, singolo di Infante che spinge Garabito in seconda, cambio sul monte di lancio della T&A sale Ramirez esce Estrada, base per ball a Liverziani che riempe le basi, sulla battuta di Austin, eliminato al volo dall’esterno sinistro Vasquez, segna Garabito su volata di sacrificio (3-5) e Infante avanza in terza, singolo di Angrisano a destra che spinge a casa base Infante per il 6 a 3 ospite. La Fortitudo consolida il vantaggio al sesto inning: base per ball a Liverziani, su errore difensivo Austin raggiunge la prima base e Liverziani arriva in seconda, base per ball ad Angrisano che riempe le basi, singolo di Landuzzi che spinge a casa Austin e Liverziani (3-8). Ancora a segno i biancoblu che provano a scappare via (sul monte di lancio di San Marino c’è ora Tonellato): base per ball a Liverziani, doppio a destra di Austin che spinge in terza base Liverziani, doppio anche per Angrisano che spinge a casa sia Austin che Liverziani (3-10). Reazione dei padroni di casa all’ottava ripresa: doppio di La Fera, base per ball a Vasquez, triplo di De Biase che spinge a punto sia La Fera che Vasquez (5-10), su battuta di Imperiali, eliminato al volo dall’esterno destro Jansen, volata di sacrificio di De Biase che porta i Titani a quattro lunghezze di distanza (6-10). Tuttavia la reazione dei padroni di casa è tardiva e la UGF Banca chiude la partita al nono inning: doppio a sinistra di Liverziani, base per ball ad Austin, errore difensivo dell’esterno sinistro Vasquez che consente ad Angrisano di raggiungere la prima base a Liverziani la terza e ad Austin la seconda, sulla battuta di Mazzuca, eliminato al volo da Vasquez, Liverziani segna (6-11), base per ball ad Alaimo che riempe le basi, singolo di Landuzzi che spinge in seconda Alaimo in terza Angrisano e a casa Austin (6-12), sulla battuta di Pantaleoni, eliminato in prima base, avanzano tutti gli altri corridori e segna Angrisano (6-13), Garabito chiude l’inning con un fuoricampo da tre punti (6-16). San Marino segna ancora un punto ma ormai la partita è chiaramente conclusa a favore dei bolognesi che portano dunque la serie sul 3 a 1. Punteggio: San Marino 6 Fortitudo 16; valide: San Marino 9 Fortitudo 15; errori: San Marino 4 Fortitudo ; lanciatore vincente Matos perdente Estrada.
Primo match point per la Fortitudo che può portare a casa lo scudetto già a San Marino. Si affrontano i lanciatori oriundi Ribeiro per la Fortitudo e Da Silva per San Marino. Una partenza così non la poteva certo prevedere nessuno due fuoricampo di Garabito ed Infante portano subito sul 2 a 0 la Fortitudo. La compagine di Nanni allunga nel corso della quarta ripresa: singolo di Angrisano, singolo di Mazzuca che spinge in terza Angrisano e singolo di Pantaleoni che spinge a casa sia Mazzuca che Angrisano (0-4). Segna il primo punto anche la T&A nel corso dello stesso inning con un fuoricampo da un punto di Vasquez (1-4). Nell’inning successivo i padroni di casa si avvicinano ancora: colpito Sheldon, doppio di Snijders che spinge in terza Sheldon e su battuta di La Fera, eliminato al volo dall’esterno sinistro Landuzzi, Sheldon segna su volata di sacrificio (2-4). La settima ripresa è quella buona per la Fortitudo (sul monte di lancio della T&A c’è ora Lucena): basi per ball a Liverziani, Austin e Angrisano, battuta violentissima di Mazzuca che realizza un home run interno da 4 punti che spezza in due la partita e manda in delirio il folto pubblico biancoblu presente sugli spalti del Comunale di Serravalle (2-8). I Titani crollano definitivamente all’ottavo inning: ennesima base per ball concessa a Infante da Lucena, colpito Liverziani e cambio sul monte di lancio di casa esce Lucena entra Orte, il rilievo becca subito un doppio di Austin che spinge a casa sia Infante che Liverziani (2-10) e poi subisce anche il singolo di Mazzuca che spinge a casa Austin (2-11). La partita è ormai conclusa con la Fortitudo che segna altri 5 punti. L’ultimo inning è accompagnato dal ritmico battito delle mani dei tifosi biancoblu che festeggiano la vittoria dell’ottavo scudetto Fortitudo. Punteggio: San Marino 2 Fortitudo16; valide: San Marino 4 Fortitudo 18; errori: San Marino 3 Fortitudo 0; lanciatore vincente Ribeiro perdente Da Silva.
Dopo quattro anni la Fortitudo UGF Banca Bologna è di nuovo campione d’Italia. I complimenti vanno fatti a tutti indistintamente cominciando dal team manager Christian Mura che nelle ultime due stagioni ha costruito squadre di prim’ordine e passando al manager Marco Nanni che è sempre riuscito a mantenere il gruppo unito anche nei momenti di difficoltà, senza dimenticare il fondamentale apporto del pitching coach Roberto Radaelli e i vice allenatori Frignani e Brandoli.Fondamentale è stato il contributo in attacco di Garabito ed Austin e sul monte di lancio del solito Matos, di Ribeiro, di Betto e di tutti gli altri che hanno contribuito alla conquista dell’ottavo scudetto. Un’ultimo pensiero va al capitano Lele Frignani che si ritira da campione d’Italia: scusate se è poco.
Lorenzo Zambonelli